MAESTRI

port-2
plus
Ramana Maharshi

port-2
port-2
port-1
plus
Nisargadatta Maharaj

port-2
port-1
plus
Jean Klein

port-2
port-3
plus
Eric Baret

port-2
port-2

....tutte le regioni del corpo
diventano viventi

"Quando realizzate che non avete da pensare, da compiere, da raggiungere o da rifiutare, ciò che rimane è la sensibilità corporea. Finché desiderate una vita volta al successo, e volete diventare illuminato o cercate qualsiasi cosa, voi anestetizzate la sensibilità corporea, vivete in un sogno, nelle vostre idee. Nel momento in cui realizzate che non c'è niente che possiate chiamare voi stesso, allora la sensibilità corporea viene naturalmente. Nessuno sforzo né esercizio è richiesto.
La tradizione non consiste nel sentire di più, ma nello scoprire che non sentiamo. Dunque approcciate il corpo per esplorarlo, per realizzare fino a che punto non ne siete coscienti. La sensibilità sopraggiunge quando vi rendete conto di non sentire.
[...] La sensibilità corporea, è scegliere di non sfuggire. La persona vive in una fantasmagoria, in un sogno, nell'intenzione. [...] Sentire che il corpo vive nella restrizione è un'esperienza magnifica.
Sentire la paura nella gola, nel ventre, nelle spalle, la prensione della mano, la violenza nei muscoli della mascella. Sentire la maniera in cui posate i piedi a terra, come reagite al vostro risveglio. Sentirlo. Solo in quel momento, può accadere qualcosa. Se penso: «Sono depresso», non succede niente. Quando «sentite» la depressione e lasciate che questa sensazione si attualizzi in voi, allora c'è lucidità. Ma il più sovente si pensa: «Sono depresso, sono bloccato». È un concetto. […]
Dapprima c'è una esplorazione, un approfondimento della sensibilità. Ad un certo momento [...] il corpo si apre totalmente, è libero da densità. [...] Tutte le regioni del corpo diventano viventi. [...]
Per noi, ciò che è scoperto, è la sottigliezza. Non è sottile scoprire un oggetto magnifico, ma lo è scoprire la tranquillità. Voi sentite che l'essenziale, nella vita, non è quel che diventerete, né quel che potete cambiare, né altro. Viene allora un presentimento di tranquillità; diventate attenti [...].
Quando smettete di volere questo, di rifiutare quello, sentite la tranquillità. Il movimento del desiderio e il suo contrario è considerevolmente ridotto perché realizzate che niente è male per voi e che niente è «meglio». [...]

Eric Baret, L'unico desiderio - Nella nudita dei tantra:(pp. 375/384)